Storie Buone

    di Angela Maci

"con le mani, con la testa, con il cuore ]  "

 
  • Si parte sempre da ingredienti buoni ...

    grano
    farina
    uova
  • Cucinare è un atto d'Amore ...

    mani
    testa
    cuore
  • Perle di Fassona

    fassona
    castelmagno DOP
    asparagi verdi
  • Roulade di Mascarpone e Fragole

    mascarpone
    pan di spagna
    fragole
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ricette

Panini alla zucca

Come promesso, eccomi con la prima ricetta di settembre a base di zucca. Sono una grande estimatrice della zucca. Mi piace in qualsiasi modo e in effetti in questi anni, di ricette ve ne ho date tante (sbirciate pure, troverete gli gnocchi classici di zucca, quelli con ricotta e zucca, ravioli, tortelloni, dolcetti alla zucca, torte, risotti, creme, timballi e antipasti). E nel libro anche le tagliatelle di zucca!

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rubrica: - pasta - Sgambaro

Sgambaro: è la voglia di lavorare bene e bio non da domani ma da ieri.

Vivendo a Treviso, conosco e consumo la pasta Sgambaro perché riesco a trovarla con facilità al supermercato, perché la trovo una pasta buona, saporita e digeribile, che tiene la cottura, resta al dente ed è italiana. Valori per me fondamentali.

Poi un giorno ho avuto il piacere di dare un volto a chi questa pasta la produce e mi permette di sceglierla tra tanti. Ho dato un volto a Pierantonio, a Sandra, a Roberto, visitando con loro l’azienda di famiglia. Ed è stato emozionante, per me che questa pasta la consumo, vivere per un giorno l’intera filiera Sgambaro.

Sì, perché alla fine degli anni ‘60, i fratelli Dino ed Enzo Sgambaro ebbero una grande intuizione: affiancare l’attività molitoria a quella della pastificazione. Unire quindi la filiera e limitare al minimo i trasporti.

Riuscire oggi a traghettare un’azienda dal passato alla contemporaneità non è facile, soprattutto quando l’azienda ha radici profonde nella tradizione.  Ma chi guida la Sgambaro è un uomo che ha la caparbietà e l’umiltà saggia di guidare l’azienda verso un futuro sostenibile. Pierantonio Sgambaro, presidente e anima dell’azienda ci racconta che è soprattutto la passione per il proprio lavoro, per la terra, per la natura, per la pasta, per la vita. È il rispetto per l’ambiente e per le persone che lo abitano. È la voglia di lavorare bene e bio, non da domani ma da ieri.

Per questo Sgambaro conduce una ricerca continua sulle materie prime, per creare una pasta non solo buona ma anche sana per le persone e per l’ambiente.

La visita con il presidente Pierantonio parte quindi dal molino, lì dove il grano viene macinato per essere trasformato in farina. Ed è proprio tra quegli ingranaggi rumorosi, tra le mani esperte di chi lavora, tra le intuizioni giuste dei fratelli Sgambaro che si crea la magia della trasformazione della natura, la quale viene cullata per poi giungere sulla nostra tavola ed essere condivisa.

Dal 2004 ad oggi, l’azienda ha intensificato il proprio impegno per la sostenibilità ambientale.

Per mantenere inalterati i valori organolettici e nutrizionali del grano, esso viene ancora oggi lavorato con logica artigianale ma in modo industriale. Utilizzando basse temperature, acqua fredda, processi di lavorazione lenti e trafilatura al bronzo. La pasta Sgambaro è una delle paste con il minor impatto ambientale in Italia.

Mi sembrava di esserci già stata in questo pastificio, dai racconti vivi ed esuberanti del mio bambino che in seconda elementare era venuto con la scuola. Cartelloni, angoli, disegni, messaggi dedicati ai bambini e al ruolo importante che hanno il grano e la pasta nella sana alimentazione.

100mila bambini provenienti da tutte le scuole del Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Trentino, hanno seguito le visite didattiche al molino e pastificio Sgambaro a Castello di Godego. Un progetto voluto e condotto da Sandra Sgambaro. La “fatina della pasta” che, attraverso la dimensione ludica, ha avvicinato i bambini al consumo consapevole, al concetto di tracciabilità degli alimenti e li ha guidati alla scoperta della filiera dal campo alla tavola.

E anche noi adulti ci siamo sentiti un po’ bambini al suo fianco e ci siamo fatti guidare dai suoi racconti magici nell’incantato mondo della pasta.

Fino ad assaggiare i nuovi prodotti dell’azienda. La pasta biologica al farro monococco, la specialità “Farro Lenticchie e Quinoa” e la Senatore Cappelli.

Ma andiamo a scoprire insieme le particolarità di questi prodotti oltre al gusto.

Il farro monococco è un frumento con un genoma più semplice rispetto agli altri cereali. È riconosciuto come uno tra i cereali più antichi. Il suo glutine più fragile lo rende più digeribile per il nostro organismo.

“Farro, Lenticchie e Quinoa”ricche di fibre, sali minerali e vitamine. Le lenticchie sono considerate fin dai tempi antichi, la carne dei poveri. Combinate con la base al farro aumentano il valore e la qualità proteica del prodotto. La quinoa, priva di glutine, riesce a combattere i danni che i radicali liberi causano in termini di invecchiamento cellulare.

Il grano duro Senatore Cappelli è una varietà antica che contiene percentuali più elevate di proteine, amminoacidi, vitamine e minerali, rispetto ai grani moderni. Si preserva inalterata nel tempo a vantaggio del sapore e del contenuto nutrizionale.

Chiediamo a Pierantonio il perché siano nati questi nuovi prodotti. E lui con ferma convinzione ci dice: “Per rispondere a chi ha la necessità di mangiare una pasta diversa, una pasta sana, biologica, leggera, digeribile e piena di sapore. Per creare quella bontà che, domani, sarà il nostro presente.”

Sostenibilità, energia rinnovabile, leggerezza, benessere, rispetto per la natura, meno consumo di acqua, più qualità sono parole che si fondono nella farina, nell’aria, nella vita dei fratelli Sgambaro ancor prima che nei loro prodotti.

 

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viaggi: - Agropoli - Ristorante

Furano Bahari: una nuova ristorazione ad Agropoli

Ed è proprio di quello che voglio parlarvi.
Di una nuova ristorazione ad Agropoli. Un modo di concepire gli ingredienti, i piatti, con studio, ricerca, passione e bellezza.
Attraverso le abili mani di Angelo Borghese e Rosario Montella, due giovanissimi cuochi con tanta esperienza e tanta voglia di emozionare il cliente.
E devo dire che ci sono riusciti.
In sala, mi lascio guidare (come mi piace fare spesso) da Sandro Galluzzo che sceglie per noi anche i vini (tutti campani). Mi piace farmi accompagnare dal cameriere o sommelier per capire il suo approccio alla cucina, al vino, per carpire il suo gusto.
Nel nostro mestiere trovo sia importante lasciare lo spazio di esprimersi non solo a chi lavora in cucina ma anche a chi lavora in sala.  E devo dire che ho apprezzato la sua scelta di restare nel territorio, passando da una falanghina dei Feudi ai San Gregorio ad un  Trentenare di San Salvatore.Iniziamo con un cannolo di mais ripieno di baccalà, scarola ripassata e acqua di pomodoro

Per poi continuare con un polpo grigliato su crema di patate e pane croccante

Capasanta con fungo porcino in due consistenze e spuma di basilico

L’inizio è stato meraviglioso. Equilibrio negli ingredienti, sapore, colore, consistenza e profumo.

Continuiamo con due primi piatti:

Paccaro di peperone con patate e totani su crema di burrata

E ravioli ripieni di burrata con gamberi appena scottati e pomodorini
Due primi piatti ricchi di sapore, a Km0.
Prima del dolce, ci lasciamo tentare da un montanarina (pizza fritta napoletana) ripiena di gamberi crudi, pomodoro di Sorrento,  burrata e basilico fritto (da mangiare rigorosamente con le mani)
E’ stato amore al primo morso.
Per concludere una piccola panna cotta al caramello e menta. ( non sono mai stata amante della panna cotta. Eppure l’ho trovata leggera e aromatica e in porzione ridotta sono riuscita a gustarla fino alla fine).

Ultima chicca…un piccolo e caldo krapfen con crema alla vaniglia
Le mie impressioni sono state ottime al primo approccio, le mie emozioni si sono susseguite boccone dopo boccone. Ma soprattutto i miei sensi sono stati appagati amorevolmente.
Non posso quindi che consigliarvi questo luogo. Ad Agropoli.
Ristorante  Furano Bahari 
$$ 
Corso Armando Diaz, 40
Agropoli (SA)
Tel: 392 999 6656

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riciclo e trasformo

Impariamo a fare i gessetti profumati

 

Amo tutto quello che è fatto a mano. Da sempre.

Mi piace sperimentare tecniche sempre nuove per poi affezionarmi e scegliere quella che più mi rappresenta.

E’ così che è nata la passione  recente per i gessetti profumati. Da regalare, da conservare, da impreziosire.

Bastano pochi ingredienti per creare delle bellissime bomboniere, dei profumatori per i cassetti e magari da aggiungere ad un regalo ad una cara amica.

Vi va di scoprire insieme a me come si fanno?

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