Storie Buone

    di Angela Maci

"con le mani, con la testa, con il cuore ]  "

 
  • Tigella con Parma, stracchino e funghetti

    Tigella
    prosciutto crudo
    stracchino
  • Focaccia con pomodorini e cipolla di Tropea

    farina
    patate
    pomodori
  • Crema al mascarpone con lamponi e cioccolato

    Mascarpone
    lamponi
    cioccolato fondente
  • Gnocchi di zucca

    farina
    zucca
    uova
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ricette

La norma campana

Perchè la Norma campana? Perchè la Pasta alla Norma è la più famosa preparazione siciliana di pasta secca con melanzane e pomodori. Ma se al posto della pasta secca, mettessimo gli scazzatielli (pasta fresca cilentana) con pomodorino del Piennolo (napoletano), basilico a foglia larga e riccia (campano) e melanzane coltivate da Peppino (sorrentino)???

Sarebbe una Norma Campana in tutto e per tutto.
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viaggi: - mauritius

Mauritius: le reveil dans l’ile gentile

 

Siamo arrivati a Mauritius dopo un volo di 14 ore con scalo a Dubai. (Viaggiare con Emirates ci ha fatto pesare meno le lunghe ore di volo. Tra film da guardare, spuntini deliziosi e sonnellini tranquilli. Ve lo consiglio).

Dall’aeroporto ad Albion, luogo dove avremo vissuto per l’intera vacanza, ero incantata dalla vegetazione ovunque. Sembrava quasi che il pittore che aveva deciso di rappresentare Mauritius, avesse solo un colore: il verde. Piantagioni di tè ovunque, alberi di banane dolcissime, palme e canna da zucchero.

Ero in estasi.

Albion è un piccolo e tranquillo paese sulla costa occidentale dell’isola non troppo distante dalla capitale Port Louis. Ed è in questo piccolo paese sull’oceano che sorge La Plantation d’Albion.

Un villaggio del club Med meraviglioso con la possibilità di una villa indipendente e tranquilla dove trascorrere la propria intimità.  Il villaggio offre ai propri clienti, anche ai più piccoli, tantissime attività: dal tennis, al calcio, al tiro con l’arco, al trapezio. C’è poi la grande piscina che dà sull’oceano, un luogo dove rilassarsi qualche ora. Per non parlare delle numerose escursioni nell’isola gentile. L’isola dei cervi, escursione in catamarano e bagno con i delfini quelle più richieste dai turisti. Per passare all’entroterra e a quelle escursioni che lasciano senza fiato: Come per esempio le dune di Chamarel  che si trovano lungo la costa sud-ovest dell’isola e sono un luogo magico. Dune fatte di roccia e di sabbia formatesi dalle erusioni vulcaniche che hanno depositato strati di lava e ceneri nei secoli, con colorazioni diverse, che vanno dal viola al giallo, passando dal blu, verde e rosa e con una serie molteplice di sfumature a seconda delle differenti esposizioni ai raggi del sole. Sette strati di terra contraddistinti ognuno da un suo colore ma se mescolati, creano un  insieme magico e incantato, impossibile da spiegare e da lasciare. C’è poi Curepipe, una località preziosa perchè protegge gelosamente due tesori romantici e meravigliosi: il vulcano spento di Trou aux Cerfs e le Cascate Tamarin.

Per non dimenticare il Royal Botanical Garden, conosciuto da tutti come il parco botanico di Pamplemousses, creato nel 1735 dal goventatore dell’isola De la Bourdonnais e arricchito negli anni, di piante e fiori tropicali. Dalla Jakaranda blu cobalto, al loto candido come la neve, alla canfora, alle ninfee giranti, al frangipane tutto bianco con venature gialle e un profumo inebriante. Ci sono i baobab e gli alberi della gomma, le palme e i banani. Una meraviglia di colori e se volete essere inebriati  anche dai profumi, recatevi al mercato della frutta e della verdura. Noi siamo stati al mercato di Port Louis. Avvolti dall’odore penetrante del coriandolo, abbiamo vissuto l’anima pulsante  della capitale, gli usi e i costumi di un popolo, le varietà dei colori, la precisa sistemazione di ogni avocado, di ogni pomodoro, di ogni mango. Tutto era perfettamente posizionato per incantare il compratore. (Avrei portato a casa ogni angolo di quel mercato colorato, ogni frutto, ogni ortaggio insolito).

La varietà della natura è pareggiata alla varietà delle etnie che compongono l’arcobaleno della popolazione. Sensazionale per un’isola disabitata dall’uomo fino al XVII secolo. Prima sono arrivati gli arabi nel X secolo, ma l’isola fu scoperta ufficialmente dal portoghese Don Pedro de Mascarenhas che diede appunto nome all’arcipelago delle Mascarene che comprende anche l’ isola “Francese” di Réunion. Il Nome Mauritius fu dato dagli Olandesi in onore del governatore Maurice, principe di Dorange e Conte di Nassau. Il Periodo coloniale più rappresentativo dell’isola fu quello tra il 1638 ed il 1710 sotto la dominazione Olandese e quello tra il 1715 al 1810 sotto la dominazione Francese , quando Mauritius veniva chiamata “Ile de France”. Nel 1814 dopo la caduta di Napoleone l’ isola venne conquistata dagli inglesi che vi restarono fino alla sua indipendenza nel 1968. Nel tempo sono sbarcati i cinesi, gli indiani. Così oggi si trovano indiani incrociati con cinesi o bianchi dal sangue creolo. Ognuno con la sua religione e la sua lingua. Quel che mi ha sorpreso è che tutti vanno d’accordo. Non cè razzismo, non ci sono contrasti, non ci sono lotte fra religioni. Coesistono l’induismo e il cattolicesimo. Mi è capitato di vedere una chiesa cattolica di fronte ad un tempio indù.  Mi è capitato di conoscere abitanti dell’isola che vivono queste differenze di colore, di etnia, di religione come un dono, come un modo per imparare gli uni dagli altri a coesistere.  Mauritius è l’isola dell’armonia, l’isola della goia. Ma lo si percepisce solo vivendola.

Il simbolo di Mauritius è il dodo. Un uccello docile (estinto 3 secoli fa) con delle ali piccolissime che assomigliava ad un robusto tacchino con un becco grande e ricurvo che viveva in un ambiente tranquillo dove non mancava mai il cibo e i predatori erano inesistenti. Fino all’arrivo dei portoghesi nel 1507. Questi grandi navigatori ritenevano questo animale inutile in quanto non era in grado di volare, di difendersi, di proteggere le proprie uova e neppure le sue carni erano saporite. Da qui il nome Dodo, che in portoghese vuol dire “stupido”. L’uomo, si narra, sarebbe stato responsabile indirettamente della sua estinzione.

Eppure, nonostante la sua esistenza sia solo un ricordo, la sua immagine è sempre molto viva nel tempo e nella vita di tutti i giorni. Tanto da diventare il simbolo dell’isola. E l’immagine sulla moneta locale, la rupia. Oltre ad essere il protagonista di racconti, favole, cartoni animati per bambini, souvenir, pupazzi. Il dodo si respira ovunque in quest’isola.

Si perchè Mauritius o Maurice è un’isola e non un insieme di isole come molti erroneamente credono.

E’ un’isola vulcanica circondata dalla barriera corallina che dista 800 km dal Madagascar. L’isola comprende anche Rodriguez, (ubicata a 560 Km a nord est, ed alcuni atolli corallini quali Cargados, Carajos e Agalega) e Réunion   e formano l’arcipelago delle Mascarene.
Vi ho raccontato la storia di Maurice, vi ho fatto viaggiare attraverso le dune e gli atolli ma è arrivato il momento di entrare in cucina.

La cucina mauriziana prende il nome di creola per le varie contaminazioni di cui vi ho parlato. E’ un insieme di sapori e consistenze indiane, africane, cinesi con un tocco di cucina francese, provenzale per l’esattezza.

Piccante, colorata, saporita e speziatissima. Curry, peperoncino, zenzero, pepe, aglio, tamarindo e coriandolo sono alla base di moltissimi piatti. Così come la frutta è parte di numerose ricette dolci e salate: mango, ananas, lycees, frutto della passione, frutto del drago, avocado, banana, papaya e pomme cannelle.

Il piatto principale è il “Curri” (curry creolo) una salsa che aggiunta ad altri ingredienti rappresenta il piatto  domenicale delle famiglie mauriziane.  La preparazione è semplice ma ha bisogno di una lunga cottura come quella del nostro ragù italiano (sia esso napoletano o bolognese). La composizione della salsa di curri varia solo negli ingredienti che andremo ad aggiungere: carne di manzo, di agnello, di pollo, pesce o verdure. Le spezie che compongono il Curri creolo sono il coriandolo in grani, il cumino, il peperoncino, la curcuma, il pepe bianco, il masala, l’anice, la mostarda. (naturalmente ho portato a casa questo meraviglioso mix di spezie che compongono il Curri creolo e diventerà base per molti miei corsi di cucina)

Altro piatto tipico è la salsa rougaille: a base di pomodoro, zenzero e peperoncino accompagnata da carne di manzo o pollo.

Poi ci sono i Camarons à la mauricienne: gamberi in salsa d’aglio e pomodoro, ricchissimo di spezie.

e il Bol renversè  (il mio piatto preferito) a base di riso fritto, uovo e gamberi. Servito con un chutney agrodolce.

e  la Tarte Banane, piccoli biscotti a base di piccole e dolcissime banane che si trovano su tutta l’isola.

 

Ho parlato francese per una settimana ed ero felice. Mi sentivo a mio agio, mi sentivo parte di quel tutto.

Porterò nel cuore Ra-ti, la ragazza mauriziana che si è presa cura di noi per tutto il soggiorno. Porterò nel cuore i colori mozzafiato della natura più selvaggia, i profumi intensi delle spezie e la leggenda del dodo che è ancora viva in ognuno.

E’ stata una vacanza rilassante, di quelle che non facevo da un po’. E’ stato come un risveglio nell’isola gentile.

Spiagge bianche interminabili, barriera corallina, pesci grandi con cui fare il bagno e tramonti colorati da lasciare il fiato. Eppure la vera bellezza di Mauritius sta nella sua gente, artefice di quella gentilezza vera e sincera che ti rende serena, felice di essere proprio lì e in nessun altro posto. La vera bellezza sta nel profumo della frutta appena tagliata, nella delicatezza del frangipane, nel sorriso di un bambino che incontri per strada, nella preghiera di una donna indù.

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evento: - Eventi - Griglie Roventi - Jesolo

Griglie Roventi 2017

E’ arrivato luglio….è tempo di Griglie Roventi!!!!

E quest’anno per la dodicesima edizione, ci saranno tante novità. Incominciando con il ritorno al primo amore: alla carne. Ma non solo, protagonista sarà l’hamburger gourmet.

Quando e dove?

A Jesolo (VE), sabato 22 luglio 2017, ore 20:30 piazza Torino.

Torna il tradizionale appuntamento con Griglie Roventi, il campionato di barbeque più pazzo dell’estate, giunto alla dodicesima edizione. 100 griglie, dove altrettante coppie di cuochi (non professionisti), arrivati da tutta Italia e dall’estero, si sfideranno per diventare il re del barbeque.

SI TORNA ALLA CARNE 

Si torna come dicevo, al primo amore. Alla carne tanto amata dai griller. E se costine e salsicce sono l’ingrediente principe della grigliata tradizionale, l’hamburger gourmet sarà la grande novità del 2017. Quindi non più solo hamburger visto come Junk Food ma un hamburger fatto con ingredienti ricercati, studiati, che riesca nel gusto e nel profumo ad eguagliare un piatto di grande cucina. Il vero tocco da maestro sarà quello di scegliere il pane giusto (morbido e rotondo) e creare il blend giusto cioè la perfetta armonia di sapori nel ripieno.  Toccherà quindi ai 200 concorrenti in gara, 100 le coppie per la dodicesima edizione della sfida più attesa dell’estate, sfoderare la ricetta perfetta.

LE REGOLE

Completa libertà sul piatto: l’organizzazione fornirà kit di gara, la divisa e la griglia uguali per tutti, ognuno potrà scegliere verdure, spezie o condimenti da accompagnare alla carne. Protagonista sarà l’hamburger che si presta a tantissime ricette, dalla più semplice alla più ricercata; le capacità dei cuochi saranno messe alla prova anche dalla classica grigliata. Il giusto punto di cottura, il mix di sapori, la presentazione del piatto sono alcune delle carte che i concorrenti potranno giocarsi per conquistare la giuria capitanata da me, ormai da tanti anni.

Il kit di carne prevede: 1 Burger a cuore di Scottona 180g, 1 Burger di Scottona 300g, 1 Burger di Angus 200g, 1 Burger di Chianina 200g, 2 costine, 2 salsicce e 1 schiacciatella (una mattonella di suino). I concorrenti decideranno quale dei 4 hamburger presentare alla giuria (solo uno verrà valutato).

I PRESENTATORI

Come lo scorso anno e per mia grande gioia,  a presentare lo spettacolo  ci sarà il simpatico Moreno Morello assieme alla bella Elisa Bagordo, accompagnati  dalla musica dei Bitols &amp; friends.

Avranno il compito di divertire il pubblico durante la gara, stuzzicando i cuochi e insieme andremo a scoprire i casi più strani e divertenti: negli anni si sono sfidati concorrenti travestiti da eroi delle favole, dei fumetti, della politica, gladiatori e chirurghi, orsi e sirene, creando vere e proprie creazioni colorate con tanto di fuochi d’artificio e costruzioni in miniatura. Ogni anno se ne vedono di tutti i colori nell’ arena di Griglie Roventi.

LA NOVITA’ DI QUEST’ANNO

La prima edizione di “Miss Carbonella“: 15 miss in gara, a vincere sarà la miglior abbronzatura del litorale.

LA GIURIA

Acrobazie e ricettine creative  per impressionare la giuria, fatta di chef, giornalisti del settore e appassionati gourmet capitanati da tanti anni da me (ben felice di esserlo) che oltre a valutare qualità di cottura e gusto del piatto, premieranno anche le presentazioni più curiose e i cuochi più simpatici.
E per tutti gli amici social come me…l’ ashtag della serata sarà  #griglieroventi17

Griglie Roventi è realizzato da Ideeuropee con il contributo di: Città di Jesolo, You&Meat, Ferraboli, Forst, cantina Colli del Soligo, Liquigas, Carraro Cars & Trucks, Jafra.

Tutte le info per partecipare sul sito www.griglieroventi.com: ultimi posti disponibili

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riciclo e trasformo

Impariamo a fare i gessetti profumati

 

Amo tutto quello che è fatto a mano. Da sempre.

Mi piace sperimentare tecniche sempre nuove per poi affezionarmi e scegliere quella che più mi rappresenta.

E’ così che è nata la passione  recente per i gessetti profumati. Da regalare, da conservare, da impreziosire.

Bastano pochi ingredienti per creare delle bellissime bomboniere, dei profumatori per i cassetti e magari da aggiungere ad un regalo ad una cara amica.

Vi va di scoprire insieme a me come si fanno?

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