Storie Buone

    di Angela Maci

"con le mani, con la testa, con il cuore ]  "

 
  • Si parte sempre da ingredienti buoni ...

    grano
    farina
    uova
  • Cucinare è un atto d'Amore ...

    mani
    testa
    cuore
  • Perle di Fassona

    fassona
    castelmagno DOP
    asparagi verdi
  • Roulade di Mascarpone e Fragole

    mascarpone
    pan di spagna
    fragole
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ricette

La pappa al pomodoro

Nei miei corsi di cucina mi piace intraprendere un viaggio con i miei ragazzi. Mi piace portarli con me alla scoperta dei piatti della tradizione Italiana.

Partendo dagli ingredienti e poi raccontando una storia. Sempre.

Solo così si può viaggiare, assaporare l’Italia intera, emozionarsi, conoscere, stando fermi attorno ad un tavolo, condividendo una passione comune con altre persone che prima di allora non conoscevi.

E così è stato ieri sera. Li ho portati con me in Toscana tra i profumi semplici del pomodoro, del pane, dell’olio, quello buono. Tre ingredienti così semplici eppure così meravigliosi.

Pane, olio e pomodoro. Il mediterraneo che prende forma, prende vita.

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evento: - angiecucina - corsi di cucina - opendreamfoodmarket - Treviso

Opendream food Market

Questo è quello che manca, questo è quello che Damaso Zanardo, per primo, accompagnato e sorretto dalla sua famiglia, ha visto quando ha deciso di investire in una immensa ex fabbrica di ceramiche.

Vedere oltre la superficie, oltre le cose, oltre le opinioni.  Per creare qualcosa che non c’è. O forse che non c’è più. Qualcosa di cui le nostre piccole realtà artigiane hanno bisogno. E ha cominciato affidando il progetto Opendream food a professionisti del settore, a due anime che nel vino e nel cibo ci hanno sempre lavorato, ma soprattutto conoscono gli artigiani, perchè lo sono anche loro. Grazie a Mimmo Di Vasta e Patrizia Loiola, con il supporto organizzativo di Angelica Volta e Natalia Castagnotto, è nato l’Opendream Food Market.

Si, tutto l’evento partiva dal mercato, l’anima pulsante di un luogo, di una città. L’anima viva, energica di Opendream fatta di persone stupende che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare. In che modo? Facendo una spesa consapevole, parlando con chi dell’amore per il buon cibo ne ha fatto un mestiere  e facendo conoscere il prodotto ai miei laboratori di cucina. E’ solo così che l’economia può crescere. E’ solo così che si possono raccontare storie belle e sincere.

E allora ho conosciuto Flora, una giovane donna che manda avanti da sola un’azienda agricola perchè ama la terra e crede nei suoi frutti (Flora Bernardel), ho ascoltato Marco parlare del suo molino (TerreVive) e dell’ importanza della tracciabilità, ho conosciuto Francesco che mi ha fatto sorseggiare il suo caffè aromatico (Liolà), ho avuto il piacere di gustare il panino di patate di Brambu’ seduta sulle geniali sedie di Honeycomb, di sorseggiare la birra “Bira“fatta con il mais biancoperla, di apprezzare le farine che produce Mariavittoria con la sua famiglia ( Molino Rachetto), di indossare un grembiule fatto con materiali di recupero grazie all’animo creativo di Demis (Nuovi Laboratori), di assaggiare il finto pomodoro di Andrea e rimanerne incantata (Burly’s), di incontrare Alvise che della buona pizza al taglio, ha fatto la sua missione (La nostra pizza), di assaggiare sempre con grande piacere i formaggi di Alessandro (la Casearia Carpenedo) e non avere parole, di osservare la compostezza silenziosa di Elvis nell’intagliare il legno di pero per  creare i suoi splendidi taglieri, di conoscere due pazze scatenate che fanno pasta fresca (C’è pasta per te), di abbracciare Natalia, una splendida donna con cui condividevo i laboratori di cucina (Natalia Castagnotto), Di rivedere Alessia che di tavole belle se ne intende (Alessia Cipolla), di riabbracciare la Giacoma, amica di mille avventure, (Cristina Giacomelli), di ringraziare Marco per essere stato la mia ombra in due giorni di laboratori. Ho avuto il piacere di rivedere amici, e trovarne tanti altri.

Ho riso tanto, ho stretto relazioni, ho ascoltato, ho imparato e ho anche insegnato a fare la pasta fresca.

Perchè avere un proprio spazio all’interno di un grande mercato, poter comprare prodotti sempre freschi conoscendone le anime che ci sono dietro, per poi trasformarli in un laboratorio, condividendo con chi ha voglia di imparare. Questo, tutto questo è per me il futuro.  Perchè è quello che mi piace fare. Raccontare storie legate al cibo, cucinando e trasmettendo la mia passione agli altri.

Altra novità per un evento legato all’enogastronomia di qualità  erano proprio i laboratori manuali, sensoriali e visivi per grandi e piccini in cui tutti potevano mettere  le mani in pasta.

Da anni frequento per lavoro le fiere e gli eventi legati al food e quasi tutti sono concentrati sul mercato espositivo da una parte e i talk o show cooking dall’altra in cui il pubblico è presente ma non è attivo.

Opendream food market nasce per creare relazioni autentiche, sinergie tra le persone, emozioni. Questo è stato il valore aggiunto di questo evento.

Grazie alle sinergie di tutti, Opendream Food Market ha iniziato a funzionare. E’ stato il primo passo per qualcosa di grande. Magari ci sono cose da aggiungere, da aggiustare, come in un vestito sartoriale. Ma com’è bello creare un evento su misura per la gente?

Pensateci e non dimenticate l’atmosfera incantata di quei due caldi giorni di maggio in via Noalese 94, a Treviso, in cui qualcosa iniziò a cambiare.

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viaggi: - Lisbona - viaggi

Lisbona poetica, decadente e luminosa.

 

Tre giorni per visitarla,

tre aggettivi per definirla: poetica, decadente, luminosa

e tre oggetti per rappresentarla: gli azulejos, i pasteles de Belém e i tram d’epoca.

Lisbona è una cartolina, una passeggiata e un tramonto.

Lisbona è quella semplicità che ti fa essere felice.

Lisbona è una città di mare e come tutte le città di mare ha qualcosa da raccontare… qualcosa che arriva dall’Atlantico e danza come una canzone, come una melodia, come un fado.

Lisbona è insieme tante cose che mi hanno fatto innamorare.

E’ un bicchierino di ginjinha (liquore a base di ciliegie) bevuta al Decadente,  tra risate e musica.

E’ il viaggio sul  vecchio e sgangherato tram 28 che porta da Praca Martim Moniz a Campo Onrique… passando per stradine ripide, tortuosi vicoli e  palazzi decadenti e con vecchi azulejos incastonati. Per arrivare poi in cima alla collina e godere della tavolozza di colori delle case con i panni stesi ad asciugare e a fare da sfondo, il mare.

Grigio, intenso come nelle migliori giornate d’inverno.

Lisbona è il castello moresco di Sao Jorge, appollaiato sulla collina e che domina su tutta la città.

(La storia moresca trapela dalle viuzze del quartiere dell’Alfama che sembra una medina, seducente intrico di vie acciotolate con porte colorate, murales e panni stesi al sole. Le note del fado si diffondono nell’aria di questi borghi di autentica bellezza assieme ai profumi delle sardine alla griglia…)

E’ la Sé, la cattedrale gotica di Lisbona simile ad una fortezza, costruita nel 1150 sul sito di una moschea subito dopo che i cristiani ebbero riconquistato la città ai Mori.

E’ assaggiare almeno un pastel de nata all’Antiga Confeiteria de Belém e poi fare fatica a smettere…

E’ entrare e uscire da chiese stupende ricche di storia e di storie

E’ visitare castelli, tombe, biblioteche e rivivere gli anni universitari e quell’esame di letteratura portoghese con il professor Vecchi.

E’ pasteggiare con vinho verde (chiamato così perché è un vino che va bevuto giovane)

E’ camminare a piedi per perdersi tra i vicoli e i mercatini vintage

E’ fotografare azulejos in ogni angolo della città e vivere la vita che scorre

E’ assaporarne le tradizioni, la cultura, il vento malinconico della saudade.

Lisbona è la cucina, ricca di colore e sapore. (Il Baccalà è il pesce più consumato in Portogallo. Per la maggior parte il merluzzo bianco viene utilizzato essiccato e salato, come vuole la tradizione peschereccia portoghese del Nord Atlantico che sviluppò questa tecnica prima dell’invenzione dei frigoriferi permettendo al pesce di mantenersi più a lungo. Pastéis de Bacalhau… crocchette di patate e baccalà di cui ho fatto indigestione.)

E’ conoscere gli abitanti del luogo.  (Ricordo con piacere il tassista che ci riportò in albergo dopo un forte acquazzone. Un portoghese che, toccandosi la pancia, mi disse che si è portoghesi prima qui, nella pancia appunto e poi qui, toccandosi il cuore. Questo per farci capire come le abitudini gastronomiche di un popolo, soprattutto se questo popolo è del Sud dell’Europa, sono più vive e più radicate che mai. E strappando un biglietto del radio taxis de Lisboa, mi scrisse a matita nome e indirizzo di una trattoria dove mangiare bene ma soprattutto un luogo dove lui andava a mangiare. (Quel foglietto lo conservo ancora. E il nome della piccola e modesta trattoria è “ò Piteu” in Largo da Graca.)

I tram d’epoca, la luce atlantica, la cucina ricca di sapore, la gente simpatica e gli azulejos

A distanza di anni credo di sapere perché all’università scelsi di studiare lingue neolatine, hanno una strana magia che le pervade, i popoli latini hanno una semplicità e una genuinità che li contraddistingue.

E’ quella lentezza mescolata a musicalità che rendono così affascinanti i popoli latini.  E oggi come allora penso che il miglior modo di imparare una lingua sia quello di viverne la terra d’origine.

E così continuo a farlo da sempre… vivere l’anima dei luoghi che scelgo di visitare per arricchirmi di saperi e sapori, di sguardi e di leggerezza, di musicalità e di lentezza.

 

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riciclo e trasformo

Abilmente, la fiera della creatività

 

Siete pronti per lasciarvi trasportare nel luogo dove ogni anima creativa vorrebbe vivere?

Abilmente è la fiera giusta per chi ama la creatività, il recupero, per chi ama il colore.
Ma anche per chi ama lo stile country, quello provenzale, per chi ama i tessuti, i fiori, l’arredo shabby chic, i saponi, i gessi profumati.
Per chi ama dipingere, chi ama creare bijoux, chi ama ricamare, che ama scrivere, chi ama decorare…anche in pasticceria.

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