Storie Buone

    di Angela Maci

"con le mani, con la testa, con il cuore ]  "

 
  • Si parte sempre da ingredienti buoni ...

    grano
    farina
    uova
  • Cucinare è un atto d'Amore ...

    mani
    testa
    cuore
  • Perle di Fassona

    fassona
    castelmagno DOP
    asparagi verdi
  • Roulade di Mascarpone e Fragole

    mascarpone
    pan di spagna
    fragole
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ricette

La pappa al pomodoro

Nei miei corsi di cucina mi piace intraprendere un viaggio con i miei ragazzi. Mi piace portarli con me alla scoperta dei piatti della tradizione Italiana.

Partendo dagli ingredienti e poi raccontando una storia. Sempre.

Solo così si può viaggiare, assaporare l’Italia intera, emozionarsi, conoscere, stando fermi attorno ad un tavolo, condividendo una passione comune con altre persone che prima di allora non conoscevi.

E così è stato ieri sera. Li ho portati con me in Toscana tra i profumi semplici del pomodoro, del pane, dell’olio, quello buono. Tre ingredienti così semplici eppure così meravigliosi.

Pane, olio e pomodoro. Il mediterraneo che prende forma, prende vita.

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viaggi: - Lisbona - viaggi

Lisbona poetica, decadente e luminosa.

 

Tre giorni per visitarla,

tre aggettivi per definirla: poetica, decadente, luminosa

e tre oggetti per rappresentarla: gli azulejos, i pasteles de Belém e i tram d’epoca.

Lisbona è una cartolina, una passeggiata e un tramonto.

Lisbona è quella semplicità che ti fa essere felice.

Lisbona è una città di mare e come tutte le città di mare ha qualcosa da raccontare… qualcosa che arriva dall’Atlantico e danza come una canzone, come una melodia, come un fado.

Lisbona è insieme tante cose che mi hanno fatto innamorare.

E’ un bicchierino di ginjinha (liquore a base di ciliegie) bevuta al Decadente,  tra risate e musica.

E’ il viaggio sul  vecchio e sgangherato tram 28 che porta da Praca Martim Moniz a Campo Onrique… passando per stradine ripide, tortuosi vicoli e  palazzi decadenti e con vecchi azulejos incastonati. Per arrivare poi in cima alla collina e godere della tavolozza di colori delle case con i panni stesi ad asciugare e a fare da sfondo, il mare.

Grigio, intenso come nelle migliori giornate d’inverno.

Lisbona è il castello moresco di Sao Jorge, appollaiato sulla collina e che domina su tutta la città.

(La storia moresca trapela dalle viuzze del quartiere dell’Alfama che sembra una medina, seducente intrico di vie acciotolate con porte colorate, murales e panni stesi al sole. Le note del fado si diffondono nell’aria di questi borghi di autentica bellezza assieme ai profumi delle sardine alla griglia…)

E’ la Sé, la cattedrale gotica di Lisbona simile ad una fortezza, costruita nel 1150 sul sito di una moschea subito dopo che i cristiani ebbero riconquistato la città ai Mori.

E’ assaggiare almeno un pastel de nata all’Antiga Confeiteria de Belém e poi fare fatica a smettere…

E’ entrare e uscire da chiese stupende ricche di storia e di storie

E’ visitare castelli, tombe, biblioteche e rivivere gli anni universitari e quell’esame di letteratura portoghese con il professor Vecchi.

E’ pasteggiare con vinho verde (chiamato così perché è un vino che va bevuto giovane)

E’ camminare a piedi per perdersi tra i vicoli e i mercatini vintage

E’ fotografare azulejos in ogni angolo della città e vivere la vita che scorre

E’ assaporarne le tradizioni, la cultura, il vento malinconico della saudade.

Lisbona è la cucina, ricca di colore e sapore. (Il Baccalà è il pesce più consumato in Portogallo. Per la maggior parte il merluzzo bianco viene utilizzato essiccato e salato, come vuole la tradizione peschereccia portoghese del Nord Atlantico che sviluppò questa tecnica prima dell’invenzione dei frigoriferi permettendo al pesce di mantenersi più a lungo. Pastéis de Bacalhau… crocchette di patate e baccalà di cui ho fatto indigestione.)

E’ conoscere gli abitanti del luogo.  (Ricordo con piacere il tassista che ci riportò in albergo dopo un forte acquazzone. Un portoghese che, toccandosi la pancia, mi disse che si è portoghesi prima qui, nella pancia appunto e poi qui, toccandosi il cuore. Questo per farci capire come le abitudini gastronomiche di un popolo, soprattutto se questo popolo è del Sud dell’Europa, sono più vive e più radicate che mai. E strappando un biglietto del radio taxis de Lisboa, mi scrisse a matita nome e indirizzo di una trattoria dove mangiare bene ma soprattutto un luogo dove lui andava a mangiare. (Quel foglietto lo conservo ancora. E il nome della piccola e modesta trattoria è “ò Piteu” in Largo da Graca.)

I tram d’epoca, la luce atlantica, la cucina ricca di sapore, la gente simpatica e gli azulejos

A distanza di anni credo di sapere perché all’università scelsi di studiare lingue neolatine, hanno una strana magia che le pervade, i popoli latini hanno una semplicità e una genuinità che li contraddistingue.

E’ quella lentezza mescolata a musicalità che rendono così affascinanti i popoli latini.  E oggi come allora penso che il miglior modo di imparare una lingua sia quello di viverne la terra d’origine.

E così continuo a farlo da sempre… vivere l’anima dei luoghi che scelgo di visitare per arricchirmi di saperi e sapori, di sguardi e di leggerezza, di musicalità e di lentezza.

 

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viaggi:

La mia Parigi

 

Parigi è così. Grande, luminosa, frenetica ma anche romantica, piccola, avvolgente.

Spesso ci ritorno. Per rigenerarmi, per viverla da parigina, per dimenticare e per ricominciare.

Ha uno strana magia che mi pervade ogni volta. Ha quell’eleganza semplice e romantica che amo e che me l’ha fatta scegliere tra tante.

A volte mi piace viverla da turista, a volte da parigina…e allora passo dalla Tour Eiffel ai piccoli negozietti vintage del Marais, alla colazione chez Angelina al mio angolino preferito dove si sfornano torte calde ad ogni ora e dove da studente passavo le domeniche a leggere e a scrivere. Parigi è storia, cultura, leggende, letteratura.

Parigi è un piccolo ma importante tassello della mia vita e se non avessi conosciuto mio marito, beh, sarei rimasta lì…

Ecco perché quando ci torno rivivo i miei 20 anni

e il giorno in cui compilai i moduli dell’università per andare a studiare a Parigi.

Eravamo insieme e ricordo ancora cosa mi dicesti guardandomi negli occhi.

“Sei pronta, Parigi ti sta aspettando” e così è stato. Mi ha accolta e coccolata e mi amata in tua assenza.

Poi  Parigi mi ha lasciata andare per la mia strada. E la mia strada eri tu…

E questa volta sono stata con te, anche da lui…Alain Dutournier. Un uomo splendido, un grande chef che ci ha preparato un menu ad hoc nel suo splendido ristorante “Carré des Feuillants” e poi…quanto abbiamo chiaccherato, di cibo, di mercati, di escargots e di anguille, quanto abbiamo riso e quanti complimenti deliziosi mi ha fatto sulla pronuncia. Pas mal!  Ho vissuto una Parigi diversa. Ho vissuto la mia Parigi con te.

Abbiamo camminato tanto e tanto e tanto. Io che mi perdevo e tu che ti orientavi. Ovunque.

E’ sempre stato così.

E’ il nostro bello anche questo no?

Io sognatrice sempre con naso all’insù, con la mia macchina fotografica e tu più concreto che mi prendi per mano e mi guidi.

Io che entro nei piccoli negozietti di vestiti e di gioielli vintage e tu che cerchi piccole botteghe di carta e penne.

Noi insieme che passiamo ore in piccole librerie a cercare il nostro libro…ed io che mi carico sempre di libri di cucina francese e tu mi guardi e sorridi.

Poi passeggiamo e passeggiamo alla ricerca del nostro posticino per l’aperitivo, per la cena.

E tu che mi dici: potresti recensirlo? ed io che ti guardo e penso che anche questo è amore.

E quel 13 settembre del 2000 hai fatto bene a lasciarmi andare a Parigi…

perché sapevi…che sarei ritornata da te.

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riciclo e trasformo

Abilmente, la fiera della creatività

 

Siete pronti per lasciarvi trasportare nel luogo dove ogni anima creativa vorrebbe vivere?

Abilmente è la fiera giusta per chi ama la creatività, il recupero, per chi ama il colore.
Ma anche per chi ama lo stile country, quello provenzale, per chi ama i tessuti, i fiori, l’arredo shabby chic, i saponi, i gessi profumati.
Per chi ama dipingere, chi ama creare bijoux, chi ama ricamare, che ama scrivere, chi ama decorare…anche in pasticceria.

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